Guida all'acquisto
Classi energetiche: leggere l’etichetta UE nel 2026
Dal 2021 l’etichetta energetica europea è tornata alla scala semplice da A a G, senza più i segni più di fila. Imparare a leggerla richiede dieci minuti e trasforma un’etichetta decorativa in uno strumento di acquisto.
L'etichetta energetica è il documento più letto e meno compreso che viaggia attaccato agli elettrodomestici. Dal ridisegno del 2021 la scala è tornata a sette lettere dalla A alla G, riservando la A ai soli prodotti davvero virtuosi: i vecchi A+++ sono diventati, a seconda dei casi, classi C o D nella nuova misura. Capire cosa misura e come si traduce in bolletta cambia il modo stesso di confrontare due modelli.
Cosa misura davvero la classe
La classe non è un consumo assoluto: è un indice di efficienza calcolato in rapporto alle dimensioni o alla capacità dell'apparecchio. Due TV di diagonale diversa con la stessa classe possono consumare cifre molto diverse, perché il più grande ha una soglia più permissiva. Per questo la riga più utile dell'etichetta dello schermo non è la lettera ma il numero sotto: i kWh per mille ore di funzionamento, che crescono con la diagonale e con la luminosità consentita dall'HDR.
Da kWh a euro: il calcolo onesto
La conversione richiede due dati: le ore di uso reale e il prezzo del kWh del proprio contratto. Con un uso di quattro ore al giorno una TV accumula circa mille e quattrocento ore all'anno, quindi il consumo annuo si ottiene moltiplicando i kWh per mille ore per 1,4. Applicando una fascia di prezzo dell'energia tra 0,30 e 0,40 euro per kWh, fasce indicative che seguono i mercati, si ottiene il costo annuo della tabella.
| Classe | kWh per 1000 h | kWh all'anno (4 h al giorno) | Costo annuo indicativo |
|---|---|---|---|
| A | sotto 80 | sotto 112 | fino a 45 euro |
| B | da 80 a 100 | da 112 a 140 | da 34 a 56 euro |
| C | da 100 a 120 | da 140 a 168 | da 42 a 67 euro |
| D-E | da 120 a 150 | da 168 a 210 | da 50 a 84 euro |
| F-G | oltre 150 | oltre 210 | da 63 euro in su |
I valori della tabella sono fasce indicative per orientare il confronto tra due schede tecniche: il numero stampato sull'etichetta del modello concreto prevale sempre. Per le voci di consumo nascosto che l'etichetta non copre esiste la guida dedicata ai consumi di standby.
Elettrodomestici: dove la classe pesa di più
Sul frigorifero, che lavora ventiquattro ore al giorno per tutti gli anni della sua vita, la classe è il fattore economico dominante: la differenza tra classi contigue si ripaga in pochi anni. Sulla lavatrice e sulla lavastoviglie la classe considera anche consumo d'acqua ed efficacia, e il ciclo eco indicato diventa la misura di riferimento. Sulla TV, invece, la classe interagisce con la luminosità: un pannello molto brillante in modalità HDR consuma di più, e per questo le guide del sito insisitono sulle modalità immagine giuste.
Un caso a parte merita l'asciugatrice: tra gli apparecchi della casa è quello che pesa di più in bolletta per ciclo, e qui la tecnologia della pompa di calore ha spostato in alto l'intera scala, tanto che i modelli più efficienti sono tra i pochi a meritare davvero le prime lettere. Il consiglio pratico non cambia: leggere i kWh per cento cicli indicati in etichetta, moltiplicare per il proprio uso settimanale reale e confrontare due soli modelli, uno con resistenza elettrica e uno con pompa di calore, per vedere la differenza in euro.
La check-list dell'etichetta
- guarda prima i kWh per mille ore o per ciclo, poi la lettera della classe;
- confronta solo apparecchi di dimensione o capacità simile, altrimenti l'indice non dice nulla;
- stima le tue ore reali di uso all'anno e moltiplica: è il numero che va in bolletta;
- calcola il differenziale di costo tra due classi sull'intera vita prevista dell'apparecchio;
- ricorda che su frigoriferi e congelatori l'efficienza si paga da sola nel tempo.
Errori comuni
- confrontare le classi di due apparecchi di capacità diversa, confondendo efficienza e consumo;
- cercare gli A+++ sui cartellini nuovi: la scala dal 2021 li ha respinti e la A è ora rara e vera;
- ignorare la riga dei kWh, che è l'unica a tradursi direttamente in euro;
- dimenticare che la modalità HDR spinge i consumi ben oltre la misura di base dello schermo;
- sostituire un apparecchio funzionante solo per la classe: l'energia incassata nella produzione non si riprende così, come spiega il metodo di riparare o sostituire.
In sintesi: come decidere
L'etichetta si legge in trenta secondi: lettera per orientarsi, kWh per calcolare, capacità per confrontare modelli davvero paragonabili. Sui grandi elettrodomestici sempre accesi conviene la classe più alta che il budget permette; sugli schermi il calcolo passa dalle ore d'uso reali. E quando la differenza di classe serve solo a giustificare la sostituzione di un apparecchio che funziona, la matematica della durabilità dice quasi sempre un'altra cosa.
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